COS’È L’ANATOCISMO BANCARIO
L’anatocismo bancario è la produzione di interessi (o capitalizzazione) da altri interessi. In sostanza, si tratta di un fenomeno che si verifica quando, in un conto corrente, vengono maturati interessi che si sommano alla cifra presente nel conto stesso, diventando la nuova base su cui verranno successivamente calcolati i nuovi interessi.
Storia dell'anatocismo bancario
L'anatocismo bancario è una pratica che può interessare indifferentemente cittadini e aziende e che è stata dichiarata illegale dalla legge di Stabilità per il 2014, anche se gli aspetti tecnici sono stati demandati agli interventi attuativi contenuti nella successiva delibera CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio). Gran parte degli istituti bancari ha comunque continuato a capitalizzare gli interessi passivi di cittadini e aziende.
 
I ricorsi sull'anatocismo bancario
I soggetti danneggiati hanno spesso intrapreso le vie legali, visto che, come ribadito anche da ABF (Arbitro Bancario Finanziario), Tribunale di Milano e Tribunale di Roma, l'anatocismo non è legale già dal primo gennaio 2014 e non dalla data di emissione della delibera CICR. Questa interpretazione ha in breve tempo trovato sempre più spazio nelle pronunce dei vari Tribunali chiamati ad esprimersi in questioni relative a sospetti casi di anatocismo bancario, ed ha causato decine di condanne nei confronti dei principali istituti bancari.
 
Come cambia l'anatocismo bancario
Di recente, la Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha dato il via libera all'emendamento Boccadutri, che modifica l'istituto dell'anatocismo bancario. Successivamente, il Senato ha approvato il dl Banche (già passato alla Camera), che è dunque diventato legge. Il testo contiene la riforma del sistema del credito cooperativo e la garanzia dello Stato sulle sofferenze e modifica l’istituto dell’anatocismo, che resta per gli interessi di mora su conti correnti, carte revolving, aperture di credito e sconfinamenti in rosso. Gli interessi vengono conteggiati al 31 dicembre e diventano esigibili a partire dal marzo successivo, mentre la periodicità nel conteggio degli interessi non potrà essere inferiore ad un anno.