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17 October 2016

Irregolarità bancarie, Trincia (ABI): “Guai a generalizzare ma sono stati fatti errori. Sappiamo di dover migliorare

I singoli possono commettere errori ma guai a generalizzare. È quanto afferma Giustino Trincia, Responsabile Ufficio Rapporti con i Consumatori per ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, in merito agli ultimi casi di irregolarità bancarie che rovinano l’immagine degli istituti italiani e la fiducia che i cittadini italiani hanno negli stessi.

Casi come quelli relativi ad anatocismo, mutui usurari o pubblicità ingannevole (per non parlare del “Salva banche” che ha fatto pagare ai correntisti il conto salato del fallimento di ben quattro banche) hanno infatti dato una brutta immagine del sistema. "Credo che, prima di tutto, sia importante non generalizzare - ha spiegato Trincia - e in secondo luogo segnalare come il tema dell’etica sia ormai al centro anche della dimensione economica e finanziaria. Per perseguirlo a dovere - continua Trincia - è necessario l’impegno di tutte le parti in causa che ogni giorno si ritrovano a lavorare in un contesto molto difficile, per ragioni note a tutti, sia a livello internazionale ma anche europeo, e quindi italiano. Qui - spiega ancora Trincia - contano molto i comportamenti delle singole persone ad ogni livello di responsabilità. È dunque importante non generalizzare perché si corre il rischio di soffermarsi su alcune situazioni patologiche ma circoscritte, che vanno evidentemente rimosse. Su questo non c’è dubbio. Non dobbiamo però dimenticarci di quel che si fa in tante parti d’Italia, in tanti settori, a favore dell’interesse generale e della cittadinanza. È dunque necessario riuscire ad individuare di volta in volta cosa c’è da fare per migliorare il sistema, ma apprezzando e riconoscendo anche quel che si fa di positivo. In questo senso - ricorda Trincia -, il mondo bancario italiano è tra gli esempi di eccellenza a livello europeo per misure e provvedimenti per famiglie e persone in difficoltà. Un dato su tutti: grazie ad un accordo tra ABI e l’Associazione dei Consumatori, 130mila persone in difficoltà hanno potuto vedersi sospendere il pagamento delle rate del mutuo per un anno, ritornando in molti casi a pagare dopo aver superato il periodo di difficoltà. Lo segnalo - conclude Trincia - perché questo è un dato concreto ed effettivo che dimostra un impegno e un’attenzione particolari. Poi, certo, sappiamo benissimo che dobbiamo comunque migliorare molto anche noi".

 

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